L’Età d’oro dei Poster Rock americani in mostra a Budapest
La Galleria Kogart di Budapest esibisce, fino al 31 dicembre, la mostra From San Francisco to Woodstock – The Golden Age of American Rock Posters 1965-1971. La Galleria Kogart ricorda il concerto musicale che segnò un’epoca, e una forma di resistenza contro la società del consumo del XX secolo, attraverso i manifesti che segnano la corrente psichedelica nell’arte, concentrandosi su quelli prodotti nell’area della baia di San Francisco.

I poster segnano in maniera magistrale un’epoca di grandi trasformazioni sociali che incisero sull’arte, sulla musica, sulla politica, e generarono un’estetica particolare in tutti gli ambiti dell’agire sociale. In quegli anni San Francisco, in California, era uno spazio effervescente d’attività che cambiarono la vita quotidiana della città e dei suoi dintorni con la cultura Beatnik e Hippie, così come movimenti più radicali, come quello delle Pantere Nere, in continua lotta per i diritti civili e i cambiamenti sociali.
Il lavoro grafico che si manifesta sui poster esibiti alla mostra non hanno soltanto un interesse storico, ricordando un’epoca intera e il Festival di Woodstock, ma segnano anche una nuova corrente nell’arte visuale, che possiede similitudini con le tradizioni centroeuropee. L’esposizione contiene inoltre altri oggetti di quel periodo, come documenti originali dei manoscritti che vennero realizzati per questi progetti, oltre che bozze e strumenti usati per la loro creazione.
Il festival di Woodstock, il cui nome completo era “Woodstock. 3 Days of Peace & Music”, è stato il festival di musica e arte rock che ha dato più visibilità al movimento hippie e alle sue idee di convivenza pacifica, rifiutando la Guerra del Vietnam dove morivano migliaia di esseri umani ogni giorno. Il concerto si tenne nella campagna di Belthel, nella Sullivan Country, vicino a New York, e si celebrò nei giorni 15, 16, 17 e 18 agosto del 1969. Il progetto iniziale prevedeva di realizzarlo nella cittadina di Woodstock, in provincia di Ulster, vicino New York, ma la popolazione conservatrice locale si oppose alla realizzazione di un festival dove si vedevano uomini e donne di “dubbi costumi”, che dormivano insieme e in gruppo. Si conservò comunque il nome iniziale, e Sam Yasgur riuscì a convincere suo padre Max a far utilizzare i terreni di sua proprietà per l’evento.
Il festival, all’insegna della calma e della pace, registrò solo tre decessi, nessuno dovuto ad episodi di violenza, e vide nascere due bambini, pieni dello spirito dell’amore e della pace.
Sul suo grande palco si cantò contro la guerra e a favore della rivoluzione, si fece omaggio all’America Latina, si incendiarono bandiere nordamericane come protesta alla politica imperialista Usa, e brillarono le icone della musica rock più importanti di tutti i tempi, come Joe Cocker con la sua maglietta che segnò una moda, Jimi Hendrix, che fece un assolo impressionante di chitarra elettrica interpretando l’inno americano e imitando con gli accordi i suoni della guerra, e Joan Baez, con le sue canzoni di protesta sociale, oltre ad un centinaio di altri artisti.
Il documentario su Woodstock. 3 Days of Peace & Music, diretto da Micheal Wadleigh e montato da Martin Scorsese, arrivò sugli schermi di tutto il mondo nel 1970, causando un vero e proprio bailamme tra i giovani. Per questo documentario, il regista ottene l’Oscar per il miglior documentario.
Per maggiori informazioni: http://kogart.hu/kogart/en/index.jsp
Questa esposizione è un’ottimo modo per ricordare i dorati anni settanta. Affittate uno degli appartamenti a Budapest e rivivi quei tempi, dove i sogni di pace nel mondo sembravano essere a portata di mano.
Tradotto da: 2Z
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